LA DANZA “TRANSPERSONALE” di Prashanti

Categorie: Meditazione, Olos

Prashanti a Ca' Vendri a Verona

Per raccontare le radici delle danze che propongo e condivido con vari gruppi di persone ,con tanta passione e amore, faccio riferimento ad un percorso formativo che iniziai nel 1998 approfondendo  un filone della danzaterapia, un approccio etno-antropologico, che si occupa delle danze che troviamo nelle  società primitive: danze sacre, rituali terapeutici, danze etniche che persistono nella maggioranza delle danze tradizionali e folcloristiche. La psicanalista e danzatrice francese  France Schott Billman assieme ad Hernst Duplan, haitiano, danzatore nella Scuola di Katherine Dunham in America e studioso di antropologia, sono i fondatori negli anni ‘80 delle danze di Expressione Primitive, in Francia, divulgata in Italia dagli anni ’90 e che io propongo in tutte le mie attività.

È un approccio antropologico che considera la persona in modo globale e che ha fra i vari obiettivi,  la ricerca della propria “unicità” che passa attraverso la riconoscenza dell’appartenenza ad una essenza collettiva : l’individuo non può trovare la propria unicità se prima non si scopre articolato al gruppo umano.

Attraverso queste danze viene quindi condotta la persona verso un processo di riappropriazione delle sue radici, del suo stare in armonia con se stessa e l’universo, attraverso il recupero delle attività e gesti tradizionali ancestrali, strumenti, suoni, organizzazione spaziale, oggi dimenticati. Le danze  hanno inoltre sempre costituito un momento di celebrazione collettiva. Le danze primitive sollecitano il corpo attraverso la sua motricità a captare ed a (ri)produrre delle forme gestuali e ritmiche che rinviano a delle strutture organiche (genetiche, neurologiche) ereditate dal nostro lontano passato.

France Schott Billmann

“Esse costituiscono il substrato di un linguaggio pre-verbale arcaico che utilizza dei comportamenti geneticamente programmati (attacco, fuga, seduzione, protezione, dominio, sottomissione, allattamento, pulizia, ecc.) deviati dalla loro funzione iniziale e utilizzati a dei fini di comunicazione. Quando si offre a questo linguaggio primario una possibilità di esprimersi attraverso il movimento e la danza, si mettono in moto delle organizzazioni neuro-psichiche molto antiche, fondamentali ed universali, vere strutture antropologiche che innescano un meccanismo di ristabilimento dell’equilibrio. Con queste danze, la gestualità e la voce, avviene un ritorno a forme universali,  che possono diventare un mezzo per scaricare le pulsioni in una soddisfazione simbolica e catartica”.  (France Schott Billmann)

L’Espressione Primitiva si collega alla corrente del Primitivismo, conosciuto nella cultura occidentale più nella pittura e nelle arti plastiche che nella danza e lo possiamo collocare agli inizi del 1900, con Césanne, in seguito Gauguin, che si ispirò all’arte di Tahiti, a Picasso, all’arte africana ed a Mirò. Le caratteristiche delle arti primitive sono:

 

  • la semplificazione delle forme
  • la ricerca della purezza e delle forme elementari
  • stilizzazione
  • ripetizione (delle linee, tratteggi, come nei movimenti per la danza)
  • simmetria

Queste sono caratteristiche che ritroviamo anche nelle danze primitive, le quali inoltre presentano altre specificità:

  • il collegamento alla terra;
  • le danze in cerchio (1)
  • la transe (2)
  • la simmetria dei gesti

 (1)Per i popoli tribali, le danze in cerchio hanno sempre rappresentato un modo per onorare i poteri sacri che governano il cosmo e per connettersi con il mondo spirituale. Queste danze, accompagnate dal canto e dal suono del tamburo o altri strumenti, hanno l´effetto di modificare la coscienza e trasportarci in altre dimensioni. Tramite questa via, si effettua la comunicazione con il mondo spirituale e la persona si apre a ricevere i messaggi dell´universo che daranno  direzione e forza alla propria vita. Per la loro stessa natura, le danze in cerchio hanno sempre costituito un momento di celebrazione collettiva. Spesso hanno rappresentato un momento, intenso e drammatico, in cui l´intera comunità si è rivolta ai Poteri più alti per ottenere protezione e salvezza di fronte alla minaccia di una grave crisi. Attraverso la danza, i popoli tribali invocavano non solo le divinità, ma anche gli Antenati, coloro che, avendoli preceduti, avevano creato le fondamenta per la loro esistenza ed erano garanti della continuità delle loro tradizioni.

Sciamana

Se vogliamo fare un collegamento fra sciamanesimo e psicanalisi, anche Lacan e Jung hanno ripreso alcuni concetti : “Gli dei rappresentano i nostri desideri o bisogni inconsci”(Lacan). Le nostre malattie sono gli dei che abbiamo trascurato (Jung). Come artiterapie non c’è l’obiettivo di mettere le proposte in un quadro spirituale, ma attraverso l’arte, nelle varie culture e nel tempo, possiamo trovare dei simboli, archetipi che ci riconducono ad un aspetto spirituale, spesso corrispondente a delle divinità . Per esempio nella cultura del mediterraneo greco-romana, il dio della guerra, Marte- Ares, corrisponde alla pulsazione aggressiva; la dea dell’amore, Venere-Afrodite, corrisponde alla pulsazione erotica.

altre immagini della danza "transpersonale" svoltasi a Ca' Vendri nel veronese

Con le danze di Espressione Primitiva, esorcizziamo la pulsazione aggressiva, la canalizziamo attraverso la danza e contattiamo vari tipi di emozioni, pulsioni, aspetti intimi della personalità umana. Il meccanismo terapeutico si verifica anche perché viene permesso di esprimere le emozioni rimosse, canalizzandole attraverso la simbolizzazione corporea/ritmica e scaricandole energicamente e canalizzandole in nuove rappresentazioni, in una riorganizzazione simbolica. Da sempre gli uomini hanno cantato, suonato, danzato per celebrare e ritualizzare vari momenti di passaggio nella vita quotidiana, eventi terreni e  del mondo spirituale, ma anche per sollevarsi da dolori o tristezze e concedersi la gioia, la liberazione,l’estasi.

Quello che io propongo nei miei seminari è la celebrazione e ritualizzazione di vari momenti di passaggio della vita umana, come il susseguirsi dei cicli della vita, della natura, delle stagioni, la nascita e la morte, l’armonizzazione degli opposti . Danze strutturate con gestualità ripetitive  si alternano a  movimenti  creativi, affinchè  anche noi umani abbiamo occasione di trasformare le staticità, le dualità, le contraddizioni e le opposizioni. Attraverso la danza, il gesto, la voce, connettiamo i rituali  antichi con il nostro essere qui ed ora.

Dopo aver contestualizzato le mie proposte danzanti nel percorso della danza terapia, ritengo importante segnalare un altro aspetto che negli ultimi anni  le caratterizza tanto che hanno assunto caratteristiche  sempre più fluide, complete, anche alla luce dei risultati sulle persone che sono sempre  più soddisfacenti e gratificanti: l’ incontro con la meditazione, sia statica (zen) che dinamica (sufi e di Osho ) . Questo  porta un forte  contributo in termini di equilibrio psico- fisico, di armonia , di serenità, di rilassamento, di centratura. Per questo integro quindi le mie proposte rivolte alla cura ed al ben/essere delle persone con l’aspetto spirituale.

Le mie proposte danzanti quindi direi che sono in sintonia con la corrente psicologica trans personale e desidero descrivere molto sinteticamente questa fonte di riferimento, che meriterebbe un approfondimento specifico.

Roberto Assagioli

Sembra che il termine transpersonale nasca da Roberto Assagioli, il creatore della Psicosintesi ed in seguito Gustav Jung fu uno dei primi che lo utilizzò, teorizzando “l’inconscio collettivo”definito da lui transpersonale, costituito cioè da archetipi, ossia forme  presenti sempre e  ovunque nella psiche. Più recentemente questa corrente è sostenuta da  Stanislav Grof, Ervin Laszlo, Arturo Deluca, A.Maslow, Pierluigi Lattuada, tanto per fare alcuni nomi. La psicologia trans personale integra l’esperienza della psicologia occidentale gestaltica, esistenziale, umanistica, con lo sciamanesimo presente in varie culture e/o con tradizioni orientali come lo yoga, le meditazioni, lo zen, il sufismo. Inoltre considera i recenti apporti della fisica quantistica e della biofisica, pur rimanendo collegata ad altre scienze come l’antropologia, la sociologia .

In sintesi ha determinate caratteristiche:

  • considera la persona nella sua totalità (concezione olistica) ed agisce intervenendo su più livelli:corporeo, energetico,mentale , emotivo e spirituale
  • trascende l’individuo e nello stesso tempo lo comprende, rivolgendosi al corpo, alla mente ed allo spirito
  • la transculturalità : abbraccia diverse culture che mantengono il senso originario , riproponendo gli archetipi presenti nella storia e nella mitologia di quel popolo
  • considera importante contattare anche  l’aspetto trascendente e spirituale umano, come una dimensione necessaria per la reintegrazione del sistema corpo-mente.

Per me Danzare ora su questa terra  significa  onorare mondi interni ed esterni e portare gratitudine all’esistenza, come alla natura ed alle creature di questo mondo, ma vuol dire anche  prendersi il compito di creare nuovi spazi interni ed esterni a noi, favorire cambiamenti ed evoluzioni consapevoli che passano attraverso la via dell’amore. Infine danzare significa  celebrare, giocare ed incontrare persone, cuori, ma anche  mettere in comunicazione  il conosciuto e lo sconosciuto, nuovi mondi, nuove possibilità, permettersi uno spazio ed un tempo  in cui ritrovare tutta la  forza e la bellezza interiore poetica, comunicativa, connessa ai propri simili ed all’infinito.

Namastè

Natalina Prashanti Susat

Per contatti: natalina.susat@libero.it

www.laltrarte.org

www.iridea33- Lago di Garda trentino

Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,